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Qual è la zona di produzione del Parmigiano Reggiano?

Dopo aver scoperto tutto sulla storia del Parmigiano Reggiano, è arrivato il momento di scoprire qualcosa di più sulla sua zona di produzione e sul perché si produca unicamente in determinate zone.

A livello storico la prima definizione della zona ufficiale in cui poteva essere prodotto questo formaggio arriva il 7 agosto 1612, giorno in cui il Duca di Parma Ranuccio I Farnese ufficializzò la denominazione di origine. Questo perché in quegli anni, grazie al forte boom economico, la diffusione del Parmigiano Reggiano si era ampliata enormemente, e con essa anche le imitazioni.

Le zone definite della produzione di questo formaggio non sono però solo un fattore storico, ma anche una questione di ambiente e microclima. Quali sono quindi queste zone ufficialmente riconosciute?

  • Provincia di Parma;
  • Provincia di Reggio Emilia;
  • Provincia di Modena;
  • Bologna, alla sinistre del fiume Reno;
  • Mantova, alla destra del fiume Po.

È qui che il latte viene prodotto, trasformato in Parmigiano Reggiano e poi stagionato e confezionato.

Le caratteristiche microbiologiche delle zone di produzione del Parmigiano Reggiano

Come abbiamo detto, il Re dei formaggi è riconosciuto come tale anche grazie a particolari caratteristiche ambientali e biologiche dell’ambiente in cui viene prodotto. Il Parmigiano Reggiano, infatti, viene realizzato unicamente con il latte crudo proveniente dai luoghi sopracitati. Il motivo? In queste zone sono presenti caratteristiche davvero singolari, conseguenza di un’intensa attività batterica della flora microbica autoctona, influenzata da fattori ambientali, come i foraggi, le erbe e i fieni del territorio.

Queste particolari caratteristiche sono uniche nel loro genere, e non vengono alterate in alcun modo, dato che il Parmigiano Reggiano è da sempre privo di additivi per definizione.

Gli allevamenti che forniscono il latte ai caseifici che producono Parmigiano Reggiano devono necessariamente utilizzare i foraggi coltivati all’interno delle zone ufficialmente riconosciute come adatte per questa produzione in particolare. Il regolamento inoltre vieta l’utilizzo di foraggi insilati (foraggi lavorati per allungarne la conservazione e impedire la proliferazione di microrganismi) o alimenti fermentati.

Nel nostro Caseificio a Reggio Emilia utilizziamo il latte di quattro fidati allevatori, selezionato ogni mattina dal nostro Mastro Casaro. E il risultato è squisito. Provare per credere!

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